INTERVISTA A GIGI BAROCCO

Posted by On febbraio - 11 - 2013

 

1. Considerando tutto quello che sei stato e tutti i progetti a cui hai lavorato, come e quando nasce il progetto Gigi Barocco? Quale o quali artisti hanno influenzato il tuo stile?

Sicuramente i Crookers! Inizialmente avevo un altro progetto di break beat chiamato “Break The Box”, ricordo che una sera stavo ascoltando delle tracce su Beatport e, per pura casualità, ho beccato un pezzo dei Crookers intitolato “Embrace the martian” con il featuring di Kid Cudi, e mi sono detto: “Questi qui sono fuori di melone!”, perché c’erano delle cose strane tipo synth scordati, arrangiamenti mai sentiti. E da quella sera mi ero deciso a fare quel tipo di musica lì, quindi abbandonare il mondo dance della break beat e buttarmi a capofitto su quel tipo di musica elettronica. Infatti poco tempo dopo nasce “Puah” come primo singolo di Gigi Barocco, che resta, ad oggi, il pezzo più fuori di testa che abbia mai fatto.

2. Come gran parte dei tuoi colleghi, hai cominciato a girare il mondo ancor prima che in Italia fossi riconosciuto come un Top DJ, cosa pensi della cultura Electro in Italia?

Ma, guarda, devo dire che io in Italia suono parecchio, anche ultimamente, e poi in Italia ci sono una marea di produttori, molti di più che in altri Paesi, infatti ne esportiamo un sacco in tutto il mondo. L’impressione che si ha può anche essere questa, perché vediamo sempre le cose dall’interno, e quindi sembra che le persone si scannino tra di loro per avere la stessa scena, invece secondo me queste cose avvengono anche fuori, solo che noi non lo sappiamo perché non le vediamo e quindi si tende sempre a denigrare ciò che abbiamo in Italia. In generale comunque mi sembra che un po’ di movimento ci sia, soprattutto negli ultimi anni sta uscendo un sacco di roba interessante.

3. Ci sono due aspetti di te che ci incuriosiscono, considerando che i tuoi live set sono dei veri e propri show, a partire dall’abbigliamento e dal lancio di gadget verso il pubblico, e visto i numerosi remix per artisti internazionali, possiamo dedurre che, per te, sia la produzione sia il contatto con il pubblico siano molto importanti.
A questo proposito, preferisci perdere 2/3 mesi di serate per dedicarti interamente alla produzione di nuovi pezzi oppure i set sono troppo importanti? Come riesci a coniugare entrambe le cose?

Beh, sono due lati di questo lavoro imprescindibili l’uno con l’altro, ci sono stati dei periodi dove ho lavorato molto in studio, quindi mi sono dedicato molto di più alla produzione venendo meno alle serate. Ovviamente non è per mia scelta, ma chi è nel campo sa che in questo lavoro ci sono e ci saranno sempre degli alti e dei bassi durante la carriera, ci sono ovviamente delle scelte da fare; devo dire la verità, però, quando ho passato questi periodi chiuso in studio il live mi mancava un casino perché lo “stare con il pubblico” ti da la propulsione per tornare nuovamente in studio e fare delle cose con ancora in mente la pista, quello che vuole la gente e ovviamente l’energia e la carica che il live ti da.
L’uno non può fare a meno dell’altro ma per come sono fatto io preferisco un po’ di più la parte della produzione però il live non me lo potete togliere.

4. Girando il mondo hai collaborato e condiviso la consolle con una marea di Top DJs, chi ti ha impressionato di più e per quale motivo? Come nasce la tua amicizia con Bob Rifo?

Sicuramente Bob Rifo dei Bloody Beetroots, sotto molti punti di vista, abbiamo fatto collaborazioni importanti e devo dire che come professionista, come persona che “sta sul pezzo” è sicuramente uno dei numeri 1 al mondo. Semplicemente perché sa quel che fa, sia per i progetti a lungo termine, sia per quelli a breve termine, è stata una delle primissime persone a credere in me e a credere nel mio progetto.
L’ultima collaborazione che stiamo avendo, il mio remix per “Rocksteady”, è un’esperienza fondamentale per me, mi sta dando parecchio, anche dal punto di vista della visione globale di quello che vuol dire produrre a livello internazionale.
Il primo contatto che abbiamo avuto è stato subito dopo l’uscita di “Puah”, mi ha chiamato chiedendomi se avevo voglia di remixare un pezzo di Redman che era “I Hold The Crown” perché lui non aveva tempo, inizialmente non ci credevo molto ma invece era tutto vero e quindi ho fatto questo remix con la sua benedizione e devo dire che mi ha portato fortuna.

5. Qual è la serata più pazza che hai vissuto e che ricorderai sempre? Qual è il posto più bello dove hai suonato? E dove, eventualmente, vorresti suonare?

Non ti saprei sceglierne una in particolare, ce ne sono state parecchie, veramente tante serate fighe che ricorderò sempre, come ad esempio la serata che fanno a Catania in spiaggia, ormai con regolarità, che siamo chiama “Monday Kong” dove suono sempre con i miei amici “Blatta & Inesha” è sempre bellissima ma quest’estate è stata eccezionale, due settimane fa ho suonato a Ferrara al “Delirium Party” una cosa pazzesca, un party come non ne vedevo da anni per la carica che aveva la gente! A fine dicembre ero in Corea, nel club più grande in cui abbia mai suonato, 4000 persone, mi sono cagato addosso come le prime volte, una roba pazzesca.
Finisco con la serata epica, la più devastante della mia vita, a Budapest, in un club che si chiama “Studio”, in consolle c’eravamo io, Benny Benassi, Steve Aoki e Pendulum, credo che non serva più dire niente, un disastro totale, epico!

6. Quale credi sia il tuo pezzo meglio riuscito e che incarna tutta l’essenza del “Gigi Barocco style”?

Sicuramente “Puah” l’ho detto prima e lo ripeto, è stata la canzone che sicuramente mi ha cambiato la vita e mi ha fatto diventare quello che sono oggi, perché è un pezzo pazzo, un po’ come lo sono io anche quando suono; con quel brano è iniziata la carriera di Gigi Barocco, quindi credo sia questo il pezzo che più mi rappresenta.

7. Due pezzi che non possono mancare nel tuo dj set ultimamente…

Ultimamente? È dura caspita…beh potrei dire sicuramente il mio remix di “Rocksteady”, è un pezzo che funziona, sia da noi sia in giro per il mondo, e poi mi piace molto “Make some noise” di Chuckie, la suono in molte versioni, ci sono 2/3 remix che mi piacciono molto.

Chuckie & Junxterjack – Make Some Noise (Crookers Remix) [Snippet] by DirtyDutchMusic

THE BLOODY BEETROOTS – ROCKSTEADY – Gigi Barocco RMX (ULTRA) by gigibarocco

a cura di Luca Ceolin & Gian Luca Bortolatto a.k.a. Toys Boys

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